Dieta ipocalorica…..non sempre!


Mangiar sano non significa necessariamente “mortificarsi” con diete ipocaloriche, ma rieducarsi nell’ottica di un rapporto più “naturale” e corretto col cibo.
Bastano pochi accorgimenti e un pò di pazienza per far diventare le abitudini del “mangiar sano” qualcosa di radicato nella quotidianità….e allora…
. Le dosi e le pesature non devono diventare un’ossessione, è molto meglio imparare a mangiare seguendo il reale senso di sazietà ed abituarsi a “fare l’occhio” alla quantità.
. Imparare a conoscere i cibi, ricordando, ad esempio, che l’olio d’oliva è l’alimento più calorico in natura, e che 10 gr. valgono 90 kcal. Se si sceglie un olio di qualità, ne basta poco per sentirne il sapore!
. Per evitare i comportamenti compulsivi col cibo, che non nascono MAI dalla reale necessità di nutrirsi, ma da automatismi cerebrali paragonabili al vizio del fumo, è indispensabile ricorrere ad una modificazione e rieducazione di tali comportamenti: il metodo cognitivo-comportamentale è riconosciuto come uno tra i più efficaci, coinvolge il paziente in prima persona che si riappropria della gestione sana del cibo e del corpo.
. Incrementare l’attività fisica, con passeggiate a passo svelto di 30 minuti al giorno, è una buona e sana abitudine per mantenere il controllo del peso e migliorare i parametri ematici.
Preferire cibi naturali e freschi, limitare l’uso di alimenti come merendine e gelati in quanto ricchi di grassi idrogenati e destrosio che possono dare assuefazione e rappresentano una categoria di composti a rischio per la salute.
. Gli “extra”, come le cene al ristorante, sono ovviamente consentiti per socializzare (la dieta non deve essere punitiva, ma deve diventare una sana abitudine), ma non devono diventare una scusa continua per infrangere le regole. E poi se impariamo a gestire la nostra alimentazione, nessuno ci vieta di fare piccoli assaggi di tutto.
. Imparare a nutrirsi in salute vuol dire FARE MENO SPRECHI e aggiunge un valore etico alla nostra dieta!



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